*per gli Stati Uniti d’Europa*, Emma Bonino
E ora gli Stati Uniti d’Europa
Quella dell’Unione Europea è stata finora un`avventura coraggiosa, frutto di scelte politiche lungimiranti, volontà di pace, di sicurezza e di benessere in un continente devastato e sfiancato dalle guerre nazionaliste e da ideologie maligne. Eppure, oggi la Ue appare priva della sua forza propulsiva, incapace di assicurare quel futuro di benessere, integrazione e progresso immaginato dai suoi padri fondatori e promesso
ai cittadini.
Non si può negare che la fase storica che viviamo sia tra le più difficili che l’Europa abbia vissuto dal secondo dopoguerra. All’emergenza e all’isolamento sociale provocato dalla pandemia, hanno fatto seguito la brutale invasione dell’Ucraina da parte della Russia, l’aumento dei costi di energia e beni primari, un’inflazione diffusa, e l’innalzamento dei tassi sui prestiti a famiglie e imprese. Ancora, con il riaccendersi del conflitto in Medio Oriente, l’ingerenza del regime cinese nelle questioni di sicurezza globale, le turbolenze politiche in Africa e le pulsioni di un continente giovane e affamato di benessere, le sfide esistenziali poste dai cambiamenti climatici, l’Europa è davvero a un bivio. O assume un ruolo centrale nel panorama politico mondiale, o resterà una regione ad alta concentrazione di bellezza, saperi e opportunità, ma marginale e incapace di giocare tra i protagonisti del XX[ secolo. Davanti a questo bivio storico e nella prospettiva delle prossime elezioni europee del 2024, noi crediamo che l’Ue debba dotarsi degli strumenti necessari per rispondere in modo efficace alle sfide e alle crisi del nostro tempo, diventando una vera Federazione Europea. Un progetto che doti l’Unione di un governo responsabile del proprio operato di fronte al Parlamento, capace di avere una politica estera unitaria e una difesa comune, una politica economica e fiscale federali, un sistema di welfare universale, politiche migratorie e ambientali che siano davvero comuni e pensate nell’interesse primario dei cittadini di oggi e di domani. Il progetto degli Stati Uniti d’Europa.
Per questo, è necessario scardinare meccanismi decisionali come il potere di veto all’interno del Consiglio Ue, che dà la possibilità a un singolo Stato membro di mettere i propri interessi particolari al di sopra di quelli comuni e depotenzia le istituzioni comunitarie e la capacità di azione europea. Se non si operano riforme ora, noi temiamo che quando i membri dell’Unione saranno 35, come previsto, del sogno europeo non resterà che un ricordo.
L’Europa che conosciamo è nata da un nucleo ristretto di Paesi fondatori. Noi pensiamo che oggi il suo rilancio e il suo rinnovamento possano essere realizzabili solo con un nuovo patto tra quei Paesi che intendono compiere un ulteriore salto in avanti: un’Europa quindi a due velocità, o se vogliamo l’Europa di chi vuole “di più”.
Il Parlamento Ue ha votato favorevolmente la proposta di riforma dei Trattati europei, elaborata grazie ai contributi e alle indicazioni della Conferenza sul futuro dell’Europa, un grande momento di partecipazione che ha coinvolto oltre 700mila cittadini europei.
Una riforma dei Trattati in senso federale è necessaria per uscire dallo stallo in cui l’Unione è bloccata, per superare l’inadeguatezza dei governi nazionali, la sfiducia e la rassegnazione dei cittadini, e per restituire all’Europa unita un ruolo all’altezza della sua storia e delle sfide del nostro tempo. Anche in ambito economico e industriale, l’Ue deve avere il coraggio di costruire nuove fondamenta. In questo senso, sottoscriviamo e facciamo nostre le riflessioni che ormai da mesi Mario Draghi sta proponendo sulla stampa europea: la Ue non deve rimanere solo una unione dei trasferimenti ma essere sempre di più una Unione degli investimenti, ad alto valore aggiunto e ad alto tasso di tecnologia, che le permettano di recuperare la competitività perduta negli ultimi 20 anni.
Sfide comuni richiedono investimenti comuni nel nostro futuro. Essere per gli Stati Uniti d’Europa oggi significa essere riformatori, progressisti e anche rivoluzionari. Non si tratta di rincorrere il passato, ma di avere il coraggio e la lungimiranza di completare il più grande e coraggioso progetto di pace, libertà e integrazione che il mondo contemporaneo abbia conosciuto, e di farlo con nuove energie e con lo sguardo rivolto a una generazione avanti.
Emma Bonino | La Stampa | Il commento 15.12.2023




