"La laïcitat de la vida quotidiana", Emma Bonino, V-07

Fa 33 anys, el 12 de maig de 1974, els italians es van fer un regal que semblava, fins a poc abans, inimaginable. Avui sembla tot fàcil, els joves s'estimen i intenten construir parelles felices. Abans d'aquella data era tot molt diferent. Els joves es casaven, però el matrimoni podia transformar-se en un infern. Acabats l'amor i el respecte, les parelles estaven obligades a durar tota la vida, amagar al món nous afectes i mentir als nous fills. I no parlem dels problemes monetaris. Si tot era difícil per a la gent comuna, qui tenia diners podia tancar el fastidioso capítol recorrent als costosos tribunals de la Sacra Rota vaticana.

Aquell 12 de maig, la victòria del referèndum sobre el divorci va tancar drames i hipocresies clericals. Creients i no creients es van abraçar, es van descobrir laics i europeus. Des de llavors, els jerarcas vaticans han buscat la revenja. Esperen tenir-la, avui, promovent una manifestació –el Family day– fixada per al dia de la victòria divorcista. Milers de parròquies han estat mobilizadas per omplir la Piazza Sant Giovanni gràcies també als ingents recursos financiarios dels quals disposen els jerarcas vaticans, amb el cèlebre 8 per mil (la 'casella de la declaració de renda', ndt). La TV inunda les nostres cases amb les directives de l'Església, amb el complagut servilisme d'una classe política que es prostra davant el Vaticà per obtenir d'ell favors i contraprestacions electorals. Davant aquest desafiament, hem convocat pel 12 i 13 de maig una manifestació, en Piazza Navona, per donar força a les reformes dels drets civils, del laïcisme, cosina ancora che allo Stato, de la vida quotidiana, aquella que cada ciutadà viu, buscant atrapar per a si moments d'afectes veritables i sòlids: aquells que nodreixen una veritable convivència, una veritable “família”. A la manifestació de el “Orgull Laic”, s'han adherit associacions laiques i religioses, forces polítiques sensibles a aquests temes, però per superar les dificultats economicas i intentar tenir un èxit significatiu és necessària una forta presència de la ciutadania: d'aquells que van celebrar la victòria de 1974, però també dels seus fills, cridats a un desafiament de civilidad. El 12 i 13 de maig, la Piazza Navona podrà ser l'escenari d'una gran festa popular, rica en esperances: és a qui llegirà aquestes línies fer que aquesta data pugui recordar-se com una altra victòria.

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La laicità della vita quotidiana

Trentratré anni fa, il 12 maggio 1974, gli italiani si fecero un regalo che sembrava, fino a poco prima, inimmaginabile. Oggi sembra tutto facile, i giovani si amano e cercano di costruire coppie felici. Prima di quella data era tutto diverso. I giovani si sposavano, ma il matrimonio poteva trasformarsi in un inferno. Senza più amore e rispetto, le coppie erano obbligate a durare per tutta la vita, nascondere al mondo nuovi affetti e mentire ai nuovi figli. E non parliamo dei problemi finanziari. Se tutto era difficile per la gente comune, chi aveva i soldi poteva sciogliere il fastidioso legame ricorrendo ai costosi tribunali della Sacra Rota vaticana.

Quel 12 maggio, la vittoria del referendum sul divorzio spazzò via drammi e ipocrisie clericali. Credenti e non credenti si abbracciarono, si scoprirono laici ed europei. Da allora le gerarchie vaticane hanno cercato la rivincita. Sperano di averla, oggi, promuovendo una manifestazione – il Family day – fissata nel giorno della vittoria divorzista. Migliaia di parrocchie sono state mobilitate per riempire Piazza San Giovanni grazie anche alle ingenti risorse finanziarie di cui dispongono le gerarchie vaticane, con il famigerato 8 per mille. La TV inonda le nostre case delle direttive della Chiesa, nel compiaciuto servilismo di un ceto politico che ci prosterna al Vaticano per ottenerne favori e ritorni elettorali. Di fronte alla sfida, abbiamo indetto per il 12 e il 13 maggio una manifestazione, a piazza Navona, per dare forza alle riforme dei diritti civili, alla laicità, prima ancora che allo Stato, della vita quotidiana, quella che ogni cittadino vive, cercando di strappare per se momenti di affetti veri e solidi: quelli che nutrono una vera convivenza, una vera “famiglia”. Alla manifestazione “Coraggio laico”, hanno aderito associazioni laiche e religiose, forze politiche sensibili a questi temi, ma per superare le difficoltà economiche e tentare di avere un successo significativo occorre una forte presenza dei cittadini: quelli che festeggiarono la vittoria del 1974, ma anche i loro figli, chiamati a una sfida di civiltà. Il 12 e il 13 maggio, piazza Navona potrà essere il palcoscenico di una grande festa popolare, ricca di speranze: sta a chi leggerà queste righe far sì che quella data possa ricordare un’altra vittoria.