Parlamento Europeo, Lista Bonino 1999/2004

(archivo audiovideo actividad radicales en el Parlamento Europeo, 4-V-99/...)

INDICE

Avvertenze

IL PROGRAMMA DELL´8%
Per gli Stati Uniti d´Europa
Riforme Istituzionali
Il Parlamento Europeo
La Commissione Europea
Il Consiglio
Il Consiglio Europeo
Politica Estera e di Sicurezza Comune
Politica Economica e Monetaria
La riforma delle PAC (Politica Agricola Comune)
Lo spazio giuridico europeo
Società dell´informazione
Una Politica europea sulle droghe

LA CAMPAGNA ELETTORALE DELL´8%
i titoli dei comunicati stampa

I DEPUTATI DELL´8%
interventi e proposte di risoluzione presentate dai Deputati Radicali
14 SETTEMBRE 1999 - Dichiarazione del signor Prodi (proseguimento)
15 SETTEMBRE 1999 - Lavori in preparazione del Consiglio europeo di Tampere (proseguimento)
14 DICEMBRE 1999 - Consiglio europeo/Presidenza finlandese, Cecenia, OSCE
19 GENNAIO 2000 - Programma di attività della Presidenza portoghese compresa la situazione in Angola
15 GIUGNO 2000 - Consiglio europeo del 19 e 20 giugno 2000
3 LUGLIO 2000 - Consiglio europeo/Presidenza portoghese
3 OTTOBRE 2000 - Preparazione del Consiglio europeo informale del 13/14 ottobre 2000 di Biarritz (CIG) / Carta dei diritti fondamentali
24 OTTOBRE 2000 - Riunione del Consiglio europeo informale di Biarritz (13 e 14 ottobre 2000)
6 DICEMBRE 2000 - Comunicato Stampa - VERTICE DI NIZZA: LA FEDERALISTA BONINO RESPINTA ALLA FRONTIERA… DAL MOVIMENTO FEDERALISTA
Proposta di Risoluzione sul Consiglio Europeo di Nizza del 7, 8 e 9 dicembre 2000
Relazioni esterne
Area di libertà sicurezza e giustizia
Protezione sociale
12 DICEMBRE 2000 - Consiglio europeo/Presidenza francese (proseguimento)
17 GENNAIO 2001 - Programma di attività della presidenza svedese
14 MARZO 2001 - Processo "Dopo-Nizza"
4 APRILE 2001 - Risultati del Consiglio europeo del 23/24 marzo a Stoccolma, compresa la situazione in Medio Oriente
13 GIUGNO 2001 - Preparazione del Consiglio europeo (Göteborg, 15/16 giugno 2001)
3 LUGLIO 2001 - Consiglio europeo del 15 e 16 giugno - Bilancio della Presidenza svedese
3 OTTOBRE 2001 - Consiglio europeo straordinario - Bruxelles 21 settembre 2001 - Lavori preparatori in vista della riunione del Consiglio europeo di Gand
28 NOVEMBRE 2001 - Futuro dell´Unione
11 DICEMBRE 2001 - Programma di lavoro della Commissione per il 2002 e della comunicazione sul futuro dell´Unione "Rinnovare il metodo comunitario"
3 LUGLIO 2002 - Programma di attività della Presidenza danese
19 NOVEMBRE 2002 - Relazione sui progressi verso l’allargamento
4 DICEMBRE 2002 - Preparazione del Consiglio europeo (Copenaghen, 12/13 dicembre 2002)
18 DICEMBRE 2002 - Semestre di attività della Presidenza danese
26 MARZO 2003 - Risultati del Consiglio europeo (Bruxelles, 21/22 marzo 2003)
4 GIUGNO 2003 - Preparazione del Consiglio europeo di Salonicco del 20/21 giugno 2003 e riunione della Troika e dei paesi partecipanti al Patto di stabilità per l’Europa sudorientale
24 SETTEMBRE 2003 - Costituzione europea, Conferenza intergovernativa
22 OTTOBRE 2003 - Risultati del Consiglio europeo, compresa una relazione sullo stato di avanzamento dei lavori della Conferenza intergovernativa (Bruxelles, 16 e 17 ottobre 2003)


AVVERTENZE

In vista dell´incontro "La riforma dell´Unione europea: dal Progetto di Altiero Spinelli ai lavori della Conferenza Intergovernativa", che si terrà il 13/14 novembre presso la sede del Parlamento Europeo di Bruxelles, ho ritenuto utile riepilogare quella che è stata l´attività radicale in Europa, anche al fine di meglio affrontare il dibattito.
Il primo documento è il programma della Lista Bonino che fu presentato in vista delle elezioni del giugno 1999.
Il secondo è una raccolta dei titoli dei comunicati stampa emessi durante la campagna elettorale.
Il terzo è una raccolta degli interventi di Gianfranco Dell´Alba e Olivier Dupuis che, in quanto membri della Commissione Costituzionale, hanno seguito -tra l´altro- il dossier relativo al dibattito sulle riforme istituzionali.
Anche sui dossier tematici seguiti da Benedetto Della Vedova (in particolare economia) e mio e di Marco Cappato (in particolare giustizia), spesso si è fatto riferimento alla questione istituzionale. Ma, l´essenziale dell´impostazione radicale, può essere riassunta dall´insieme degli interventi qui pubblicati, a partire da quello di Marco Pannella del 14 settembre 1999 fino all´intervento di Emma Bonino e di Marco Pannella, rispettivamente del 24 settembre e del 22 ottobre 2003.

Maurizio Turco


IL PROGRAMMA DELL´8%

PER GLI STATI UNITI D´EUROPA
Obiettivi e proposte della Lista Bonino
Siamo davvero sicuri di essere già in Europa?
E siamo davvero sicuri che l´Europa abbia le ricette giuste per la politica estera, per il mercato, il lavoro ed il welfare?
Può l´Unione Europea continuare a rinviare l´assunzione di responsabilità politiche, diplomatiche e militari adeguate al ruolo che vorrebbe assumere nello scenario mondiale?

La nostra risposta a queste domande è no.
L´Europa, e con essa l´Italia, deve affrettarsi a cambiare radicalmente strada se vuole smettere di essere considerata un "nano politico", se vuole far funzionare il mercato e creare posti di lavoro , se non vuole far fallire il progetto federalista di Ernesto Rossi e di Altiero Spinelli.
E´ necessario dotare l´Unione Europea di meccanismi istituzionali e di competenze adeguate per affrontare la sfida dell´allargamento, della globalizzazione, del ruolo dell´Europa sulla scena politica internazionale.
Il processo di integrazione seguito sin qui , di cui l´Euro, la moneta unica, rappresenta l´apice ma anche il limite, ha portato l´Unione là dove poteva portarla. Ora c´è bisogno di politica, c´è bisogno di mettere mano alle istituzioni comunitarie, al cui centro deve stare il Parlamento europeo, di assumere la responsabilità di avere una politica estera ed un esercito comune, con un´autonoma capacità politica e militare, di andare oltre l´Euro per dinamizzare e far crescere l´economia europea.
L´Europa deve essere forte ma leggera, occuparsi bene di poche cose, con mezzi adeguati; la sussidiarietà deve indirizzarsi maggiormente verso gli enti locali. Con la mondializzazione e le forti spinte verso il decentramento, lo schema dello Stato nazione deve perdere la sua centralità a favore di un maggiore e più corretto ruolo degli enti locali ed un´attribuzione di competenze più funzionali a livello comunitario.
Questi sono gli obiettivi e le priorità della Lista Emma Bonino che debbono essere realizzati nel corso della prossima legislatura del Parlamento europeo, e per i quali ti chiediamo il voto il 13 giugno.

RIFORME ISTITUZIONALI
Un presidente dell´Unione eletto direttamente dai cittadini, un Governo Europeo responsabile ed un Parlamento Costituente.
Il Parlamento Europeo
Il PE deve avere competenze legislative e di bilancio piene, anche nella determinazione delle entrate dell´Unione europea.
Il trattato di Amsterdam non ha veramente innovato il ruolo del PE, che resta ancora puramente consultivo in settori importanti quali l´agricoltura, la fiscalità, la politica commerciale, la politica industriale. La prossima riforma dei Trattati , che dovrà prevedere un ruolo costituente per il PE, deve condurre ad un Parlamento pienamente co-legislatore in tutti i settori di competenza dell´Unione.
Noi vogliamo che alle prossime elezioni del PE venga istituito un collegio unico elettorale europeo e venga incoraggiata la formazione di partiti europei che siano " transnazionali" ad adesione diretta e non la semplice sommatoria di partiti nazionali, come oggi i cosiddetti partiti "europei".
La Commissione Europea
Noi vogliano una Commissione forte, che deve rafforzare il suo ruolo di governo europeo responsabile davanti al PE. I suoi membri devono essere scelti fra personalità di forte impegno europeo.
Il Presidente della Commissione deve essere eletto direttamente a suffragio universale.
Fra le riforme interne della Commissione, occorre che un solo Commissario si dedichi esclusivamente alla difesa dei diritti umani ed agli aiuti umanitari ovunque nel mondo.
Il Consiglio
Il Consiglio dei Ministri non deve più essere l´aggregazione di 15 esecutivi nazionali, che si riunisce a porte chiuse e che decide praticamente sempre all´unanimità, ma deve divenire un organo più trasparente, ed il voto all´unanimità ,che altro non è che il diritto di veto esercitato da alcuni Stati - e che continua ad applicarsi a moltissimi settori chiave - deve essere lasciato solo per le decisioni finali di riforma dei Trattati ed eventualmente per l´adesione di nuovi Paesi.
Il Consiglio Europeo
Pur continuando a svolgere il ruolo di impulso politico e di orientamento generale, nei casi eccezionali, previsti dai Trattati, in cui esercita un potere di decisione , dovrà osservare le stesse norme procedurali previste per il Consiglio.
Inoltre, il Consiglio Europeo deve essere presieduto dal Presidente dell´Unione, eletto direttamente dai cittadini Europei.

POLITICA ESTERA E DI SICUREZZA COMUNE
La mancanza di una vera politica estera e di sicurezza europea ,particolarmente evidente ad esempio per quanto riguarda la tragedia del Kosovo, costituisce il segno più tangibile dell´impotenza diplomatica e militare dell´Europa, anche rispetto ad una crisi ai propri confini.
Come priorità assoluta della prossima revisione dei Trattati, e prima dell´adesione di nuovi Paesi all´Unione Europea, questo problema deve trovare una soluzione: si deve giungere ad una politica estera unica, concepita e gestita dalle Istituzioni dell´Unione.
Per realizzare pienamente l´Unione politica dell´Europa è necessario ed urgente istituire un´Unione Diplomatica e Militare (UDM), fissando da subito obiettivi e scadenze vincolanti come è stato fatto per l´Unione Economica e Monetaria.
Bisogna dotare l´Europa di una politica estera e di un esercito comune.
Nel frattempo occorre istituire un corpo europeo civile e militare che dia all´UE la possibilità di attuare in tempo reale operazioni umanitarie e di mantenimento e di ristabilimento della pace.
L´Unione europea deve avere un seggio unico fra i Membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Per stabilizzare la regione Balcanica e promuoverne la democrazia politica, tutti i Paesi balcanici devono essere integrati in tempi brevi, economicamente e politicamente nell´Unione europea. Da subito devono essere avviati i negoziati per accordi di associazione e pre-adesione con Albania , Macedonia, Croazia e Bosnia-Erzegovina.
Una clausola vincolante di rispetto dei diritti umani deve essere inserita in ogni accordo di ogni tipo, anche solo commerciale, dell´Unione, prevedendo un sistema di sospensione automatica in caso di violazione.

POLITICA ECONOMICA E MONETARIA
L´Unione Economica e Monetaria ha contribuito a liberalizzare i mercati e ad indebolire i monopoli pubblici: è importante ma è solo l´inizio.
Il modello sociale europeo, di cui molti vanno cosi´ fieri, deve essere radicalmente mutato. Il welfare costa sempre di più e non previene la disoccupazione.
Tasse e contributi ancor più che in altri paesi europei, stanno soffocando l´economia italiana, che cresce ad un ritmo di gran lunga inferiore alla media europea. E´ necessario stabilire un obiettivo di contenimento della pressione fiscale, che noi proponiamo ad un massimo del 35% del PIL entro cinque anni, come già avviene in Inghilterra e negli Stati Uniti.
La creazione di nuovi posti di lavoro a livello europeo deve essere favorita attraverso una legislazione sul lavoro liberale e "antiproibizionista". Viceversa ,oggi in Italia, per non ostacolare lo strapotere sindacale, in realtà "flessibilità" si traduce in lavoro nero": occorre un´iniezione di libertà per il lavoro e l´impresa.
L´Europa ha bisogno di una vera politica fiscale, non più paralizzata dalla regola dell´unanimità, che conduca ad una riduzione significativa della pressione fiscale sugli operatori economici.
Il completamento della liberalizzazione dei servizi d´interesse economico generale come trasporti, poste, radiodiffusione, elettricità, gas, telecomunicazioni nonché l´applicazione rigorosa delle regole di concorrenza, l´eliminazione dei sussidi non giustificati e l´imposizione dell´obbligo di trasparenza contabile all´utilizzo di denaro pubblico nell´economia sono elementi essenziali per rendere pienamente effettivo un mercato europeo aperto ,concorrenziale e trasparente in cui i cittadini - consumatori e le imprese siano liberi di scegliere e promuovere i propri interessi.
Tale mercato deve essere liberale, non burocratico, governato da regole e autorità di controllo forti, ma limitate allo stretto necessario, alleggerito dal peso soffocante de vincoli amministrativi e corporativi che nulla hanno a che vedere con la tutela del mercato, degli interessi dei consumatori e di altre finalità di interesse generale.
L´Europa dell´Euro deve essere prima di tutto a servizio dei cittadini-consumatori, facilitando l´utilizzo della nuova moneta e garantendo, da subito, una riduzione dei costi di cambio.
Gli europei devono poter beneficiare pienamente della creazione di un mercato concorrenziale di servizi finanziari. Va promossa la libera circolazione di servizi bancari, assicurativi e di compravendita di titoli, soprattutto attraverso ´utilizzo di Internet. Ma vanno anche seriamente garantiti i loro interessi economici e la tutela dei dati personali nelle transazioni elettroniche transfrontaliere. Occorre imporre nel settore bancario e assicurativo il rispetto di regole di trasparenza e concorrenza.

LA RIFORMA DELLE PAC (POLITICA AGRICOLA COMUNE)
La Politica Agricola comune necessita di una riforma profonda delle sue strutture e del suo funzionamento.
Occorre innanzitutto che il PE sia pienamente associato ai meccanismi decisionali della PAC, per permettere un controllo democratico da parte dei cittadini ed Š necessaria la riduzione delle spese volte solo a sostenere i prezzi , e quindi i mercati.
L´agricoltura europea deve essere competitiva , secondo le regole dell´OMC, senza il ricorso indebito a sovvenzioni.

LO SPAZIO GIURIDICO EUROPEO
Se le frontiere interne sono state abolite per quanto riguarda le merci, i capitali ed i servizi, molto resta ancora da fare per la libera circolazione delle persone e per la piena integrazione a livello europeo delle politiche interne come l´asilo e l´immigrazione.
Tutte queste materie e quelle riguardanti lo spazio giuridico europeo devono divenire politiche comunitarie e non pi- di ambito inter-governativo.

SOCIETÀ DELL´INFORMAZIONE
Oggi l´Europa è drammaticamente in ritardo nella sfida delle nuove tecnologie e della ricerca.
Lo sviluppo di una Società dell´Informazione centrata sulle esigenze del consumatore, che porti occupazione, competitività e sviluppo economico deve divenire la priorità del dopo Euro.
I servizi telematici dovranno favorire maggiore partecipazione democratica, miglioramento della qualità della vita e più scelta per i consumatori. In particolare l´Europa deve puntare con forza su politiche capaci di portare i vantaggi dell´informatica nei servizi essenziali per i cittadini, a cominciare dalle amministrazioni pubbliche, deve stimolare lo sviluppo di infrastrutture, ricerca e nuovi servizi ed eliminare la barriere con politiche di garanzia d´accesso universale.

UNA POLITICA EUROPEA SULLE DROGHE
Anni di politiche proibizioniste, tutte disparate fra loro a livello europeo, non hanno fatto che accrescere il problema "droga", invece che risolverlo. Solo una comunitarizzazione delle politiche sulla droga, con la legalizzazione immediata delle non-droghe (canapa indiana, hashish) al pari del tabacco e degli alcolici, ed una somministrazione sotto controllo medico delle droghe dette "pesanti" può produrre effetti positivi a livello europeo, sconfiggendo innanzitutto le mafie che si arricchiscono con il traffico di stupefacenti.


LA CAMPAGNA ELETTORALE DELL´8%

I TITOLI DEI COMUNICATI STAMPA

10/06/99 DOPO IL "REFERENDUM STIMOLO" AN INVENTA IL "REFERENDUM DELLA DOMENICA (ELETTORALE)", MA LA LIBERAZIONE DEL LAVORO E DELL´IMPRESA PASSA DA UN GRANDE SUCCESSO, OGGI POSSIBILE, DELLA LISTA EMMA BONINO
10/06/99 LE UNICHE AFFISSIONI LEGALI A ROMA: DA 24 ORE UN TABELLONE ELETTORALE A ROMA RESISTE AL VANDALISMO E ALLE AFFISSIONI ABUSIVE E ILLEGALI, GRAZIE ALLA LISTA BONINO.
10/06/99 EUROPEE: LISTA BONINO "ANCORA INCERTEZZE SUL VOTO DEGLI EBREI ALL´ESTERO"
09/06/99 "BASTA CON GLI APPELLI AI CANDIDATI CHE SERVONO UNICAMENTE DA ALIBI PER NON FARE NIENTE, PRIMA E DOPO LE ELEZIONI; ANCHE RISPETTO ALLE POLITICHE SULLE DROGHE PROIBITE, IL CAMBIAMENTO POTRA´ VENIRE UNICAMENTE DAL VOTO ALLA LISTA DI EMMA BONINO, L´UNICA LISTA ANTIPROIBIZIONISTA DI NOME E DI FATTO!".
08/06/99 EUROPEE: CELENTANO E VASCO ROSSI (E TANTI ALTRI) SCELGONO LA BONINO
08/06/99 I RAPPRESENTANTI DELLA LISTA EMMA BONINO, DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE LISTA MARCO PANNELLA E DEL PARTITO RADICALE, INFORMANO IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CHE NON CONCEDERANNO INTERVISTE, NE´ PARTECIPERANNO A DIBATTITI, NE´ SI PRESTERANNO AL GROTTESCO RITO NOTTURNO DEGLI ´APPELLI DEGLI ELETTORI´ DI VENERDI 11 GIUGNO, SIA DEL ´SERVIZIO PUBBLICO´ DELLA RAI-TV, SIA DELLE RETI MEDIASET.
07/06/99 ELEZIONI EUROPEE: IL COMUNE DI ROMA IMPEDISCE LA TENUTA DEL COMIZIO DI CHIUSURA DELLA LISTA BONINO.
05/06/99 EUROPEE: SONDAGGI IN VENDITA SUL SITO INTERNET DELLA LISTA BONINO
05/06/99 RAI. LISTA BONINO: PROSEGUONO LE AZIONI NONVIOLENTE IN DIFESA DEL DIRITTO ALL´INFORMAZIONE. QUESTO POMERIGGIO A FIRENZE NUOVA VISITA A BRUNO VESPA. APPUNTAMENTO ALLE 17.00 A PALAZZO VECCHIO.
05/06/99 REFERENDUM SU FINANZIAMENTO PUBBLICO E QUOTA PROPORZIONALE. LISTA BONINO: L´ELEFANTE E´ UN PACHIDERMA SIMPATICO, MA UN PO´ LENTO
04/06/99 EUROPEE: LISTA BONINO VOTO EBREI GRANDE SENSIBILITA DI CIAMPI
04/06/99 RAI: PANNELLA RISPONDE A STORACE E GIULIETTI
04/06/99 RAI. LISTA BONINO: QUESTA MATTINA PRESIDIO SOTTO CASA DEL DIRETTORE GENERALE CELLI
03/06/99 EUROPEE: LISTA BONINO SOLIDALE CON LA COMUNITA´ EBRAICA
03/06/99 EUROPEE/MANIFESTO SELVAGGIO: LA LISTA BONINO NON SI SIEDE AL TAVOLO DEI BARI.
03/06/99 RAI. NON SI FERMA L´OPERAZIONE VERITA´ DELLA LISTA BONINO. DOMANI ALLE 7 APPUNTAMENTO SOTTO CASA DEL DIRETTORE GENERALE CELLI, CONFERENZA STAMPA ALLE 9 IN VIA BRUXELLES 63.
03/06/99 RAI: LISTA BONINO "VA PRIVATIZZATA"
03/06/99 LISTA BONINO. QUESTA MATTINA CONSEGNATO "GIORNALE-DENUNCIA" A BRUNO VESPA
02/06/99 RADICALI: FINALMENTE PUO´ PARTIRE LA TANGENTOPOLI DELL´INFORMAZIONE
02/06/99 RAI/ZACCARIA/VESPA: LISTA BONINO MANIFESTA A SAXA RUBRA E SOTTO CASA DI VESPA DALLE 7 ALLE 10.00.
02/06/99 RAI. LISTA BONINO A VIALE MAZZINI PER DENUNCIARE LA CONDOTTA CRIMINALE DI ZACCARIA E CELLI
02/06/99 EUROPEE: VOTO ALL´ESTERO E PRECETTO DEL SABATO
02/06/99 GIUDICE UNICO - TROPPE INADEGUATEZZE PER IL GIUDICE UNICO NON SOLO NEL CIVILE MA ANCHE NEL PENALE
02/06/99 KOSOVO. LISTA BONINO "FINI PENTITO DEL VIAGGIO DA SADDAM?"
02/06/99 RAI: LISTA BONINO MANIFESTA A VIALE MAZZINI ALLE ORE 10.00 CONFERENZA STAMPA DAVANTI ALLA RAI IN VIA PASUBIO
01/06/99 PANNELLA: EMMA BONINO INTERVIENE ANCHE PRESSO IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, DENUNCIA L´OPERA CRIMINALE DELLA RAI-TV E DELLA MAGISTRATURA OMISSIVAMENTE MA CHIARAMENTE SUA COMPLICE. BONINO HA ANCHE RIFIUTATO DI PARTECIPARE AL "PORTA A PORTA" NOTTURNO, CHE POI DI PIETRO HA DOVUTO ABBANDONARE, MANCONI STAVA PER ABBANDONARE, E CHE HA TAPPATO LA BOCCA SENZA PUDORE A STAJANO. ANTIDEMOCRAZIA SCATENATA, CON MEDIASET E "CORRIERE DELLA SERA" CHE GUIDANO LA DANZA PER AFFERMARE GLI INTERESSI DI POTERE.
01/06/99 EUROPEE: RADICALI SU DICHIARAZIONE VESPA. "MAGISTRATURA COMPLICE DELLA CONDOTTA SOVVERSIVA DELLA RAI"
01/06/99 DOMANI 2 GIUGNO A ROMA IN VIALE MAZZINI I RADICALI CAPPATO, PIETROSANTI, CAPEZZONE E GIUSTINO, CANDIDATI DELLA LISTA EMMA BONINO, PROVOCHERANNO UNA QUERELA PER DIFFAMAZIONE DA PARTE DEL PRESIDENTE DELLA RAI ZACCARIA E DEL DIRETTORE GENERALE CELLI. I RADICALI INCONTRERANNO LA STAMPA ALLE ORE 10.00
01/06/99 TELEKOM SERBIA: LISTA BONINO "COLANINNO SOSPENDA IMMEDIATAMENTE OGNI RAPPORTO"
31/05/99 FAZIO: LISTA BONINO "NO A CONSOCIATIVISMO"
31/05/99 EUROPEE: LISTA BONINO "BERLUSCONI GUIDA NUOVO CONSOCIATIVISMO.
31/05/99 FAZIO: RADICALI "RAI TV SCANDALOSA"
30/05/99 REFERENDUM: LISTA BONINO "BERLUSCONI RESTAURATORE"
28/05/99 STATO SOCIALE: RADICALI A LAVAGNINI, NOSTRE POSIZIONI CONDIVISE DAL 90% DEI CITTADINI
28/05/99 ESPONENTI DELLA LISTA BONINO ACCUSANO ZACCARIA DI COMPORTAMENTI CRIMINALI E CHIEDONO DI ESSERE QUERELATI PER DIFFAMAZIONE
28/05/99 AFFISSIONI ABUSIVE: RUTELLI VIOLA LA LEGGE, PREFETTO E AUTORITA´ DI PUBBLICA SICUREZZA ACCONSENTONO. LA PROCURA INSABBIA.
27/05/99 UE/CASO ITALIA: IL RE E NUDO
27/05/99 DOMANI, 28 MAGGIO A SIENA I RADICALI MARCO CAPPATO, PAOLO PIETROSANTI E DANIELE CAPEZZONE CANDIDATI, DELLA LISTA EMMA BONINO, PROVOCHERANNO UNA QUERELA PER DIFFAMAZIONE DA PARTE DEL PRESIDENTE DELLA RAI ROBERTO ZACCARIA. DALLE ORE 10,00 DAVANTI E DENTRO SANTA MARIA DELLA SCALA
27/05/99 KOSOVO: LISTA BONINO "DINI A NOME DI CHI PARLA?"
26/05/99 INCRIMINAZIONE DI MILOSEVIC. RADICALI: SE CONFERMATA GRANDE SUCCESSO
26/05/99 PANNELLA: SULLA FECONDAZIONE ASSISTITA, COME SULL´ABORTO, CONTRO OGNI PROIBIZIONISMO
24/05/99 AFFISSIONI ABUSIVE A ROMA: LA LISTA BONINO DENUNCIA IL SINDACO RUTELLI, IL PREFETTO MUSINO E IL QUESTORE PAGNOZZI.
24/05/99 BONINO SU VICENDA TELECOM
23/05/99 L´ESPULSIONE ANCHE DALL´EUROPA OLTRE CHE DALL´ITALIA DI EMMA BONINO
22/05/99 MILOSEVIC. RADICALI: COSSUTTA FIRMI PER L´INCRIMINAZIONE DI MILOSEVIC E RACCOLGA LE PROVE CONTRO IL SUO GOVERNO E LA NATO
21/05/99 KOSOVO/MEDIASET. RADICALI: PROSEGUE L´AZIONE TEPPISTICA PRO-MILOSEVIC DI SANTORO E L´OSTRACISMO DI MEDIASET CONTRO EMMA BONINO
21/05/99 EMMA BONINO QUERELA SCALFARI PER I SUOI ATTACCHI SUGLI INTERVENTI UMANITARI IN KOSOVO
20/05/99 FECONDAZIONE ASSISTITA. RADICALI : PRIORITA´ ALLE LIBERTA´ INDIVIDUALI
20/05/99 ELEZIONI EUROPEE. LISTA BONINO: CON LE TRIBUNE RAI RAGGIUNGIBILI SOLO 5 MILIONI DI ELETTORI SU 48
20/05/99 EUROPEE - ROMA, CAPITALE DELLE AFFISSIONI ABUSIVE DELLA CAMPAGNA PER LE EUROPEE.
19/05/99 REFERENDUM: RADICALI "LEGALITA´ VIOLATA IL 18 APRILE"
18/05/99 FINANZIAMENTO PARTITI: RADICALI "NEMMENO LE BOMBE LI FERMANO"
17/05/99 TRIBUNE RAI. LISTA BONINO: CHI MAL CONTINUA E´ ALLA FINE DELL´OPERA
16/05/99 RAI: PANNELLA E BONINO DOMANI DA VECCHIONE
15/05/99 ELEZIONI EUROPEE. LISTA BONINO: COMMISSIONE DI VIGILANZA E RAI ASSOCIATE NELL´ANNULLAMENTO DELLA CAMPAGNA ELETTORALE.

I DEPUTATI DELL´8%

INTERVENTI E PROPOSTE DI RISOLUZIONE PRESENTATE DAI DEPUTATI RADICALI

14 SETTEMBRE 1999 - DICHIARAZIONE DEL SIGNOR PRODI (PROSEGUIMENTO)
Pannella – Signor Presidente designato della Commissione, se noi dovessimo scegliere oggi fra i suoi oppositori e le ragioni che hanno esposto e lei, ci troveremmo in imbarazzo fino forse a dover astenerci, se non addirittura votarle la fiducia, tanto poveri e miseri ci appaiono gli argomenti che affastellano in quest’Assemblea gli ultimi comunisti e alleati di Milosevic, contro la NATO e i nostri paesi, i conservatori britannici ed altri ancora. Ma noi dobbiamo giudicarla, darle o meno fiducia sulla base delle sue dichiarazioni e sulla base di quello che di lei conosciamo, indipendentemente da queste dichiarazioni.
Da federalisti europei non possiamo assolutamente darle fiducia. Lo stesso orizzonte politico e programmatico che lei ci ha indicato non fa menzione dei problemi urgenti istituzionali e dello stesso orizzonte della sovranazionalità.
Da liberali e liberisti sappiamo, anche dagli accenni programmatici da lei fatti, che si rischia di trasferire in Europa l’eredità postcorporativa e postfascista che ha caratterizzato l’economia detta mista della partitocrazia italiana.
Infine, da italiani appunto, paventiamo il riprodursi per suo tramite sulla scena politica continentale di quella lottizzazione del potere partitocratico e partitico contro ogni nozione di Stato di diritto, ogni effettivo sentimento di un’Europa che sia rivoluzione e riforma di libertà e di diritto, progresso in questo senso. E’ per questo quindi che, con gli altri eletti della Lista Bonino, noi annunciamo con convinzione il nostro voto contrario e le neghiamo in modo netto la nostra fiducia.

15 SETTEMBRE 1999 - LAVORI IN PREPARAZIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO DI TAMPERE (PROSEGUIMENTO)
Dupuis – Signora Presidente, il nostro Parlamento, senza rendersene conto, non manca di senso dell’umorismo. Nella risoluzione Watson si dice convinto che i cittadini europei sono stanchi di proclami e dichiarazioni altisonanti e nella risoluzione Napolitano si propone niente meno che di fare un grande esercizio di stile, cadendo nella trappola tesa dal Consiglio con la redazione di questa grande Carta dei diritti fondamentali.
Esiste già una Carta, la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, ed esistono le costituzioni, ma, come hanno sottolineato alcuni colleghi, non abbiamo una comunitarizzazione del terzo pilastro, non disponiamo di una politica democratica in materia di affari esteri. Continuiamo quindi in questa direzione. Penso che questo grande esercizio di masturbazione mentale non sia che l’ultimo di una serie cui il Parlamento europeo è avvezzo.
Per due o tre anni, o forse un po’ meno, il Parlamento discuterà di questa grande Carta, affermando il proprio concetto europeo dei diritti dell’uomo, quando si sa che i cinesi ne hanno uno diverso. Non faremo che incoraggiare questi meccanismi. Si parlerà molto, con grande autocompiacimento, come hanno fatto certi colleghi – e mi dispiace che l’onorevole Schulz abbia fatto abbassare ulteriormente il livello della discussione lasciando l’Aula. Vorrei dire, tuttavia, che forse il Parlamento dovrebbe interrogarsi sul proprio concetto di democrazia.
Ieri abbiamo assistito, ancora una volta, alla negazione dei diritti delle minoranze di questo Parlamento e ringrazio i 90 colleghi che hanno rifiutato questa logica. Possiamo dunque parlare con compiacimento delle minoranze del mondo intero, possiamo continuare in questa direzione. Forse però sarebbe opportuno cominciare a renderci conto che la costruzione europea si fonda su basi talmente poco democratiche che molti Stati del mondo, che spesso critichiamo, non hanno nulla da invidiare al nostro attuale sistema sedicente democratico.
Allora, forse dovremmo tornare all’essenziale. Rifiutare questo specchietto per le allodole che ci offre il Consiglio e chiedere riforme fondamentali, tra cui quella che dobbiamo chiedere a noi stessi affinché il Parlamento diventi un vero parlamento e non, come sempre più spesso si rivela, lo strumento delle burocrazie.

14 DICEMBRE 1999 - CONSIGLIO EUROPEO/PRESIDENZA FINLANDESE, CECENIA, OSCE
Dupuis – Signor Presidente, onorevoli colleghi, tengo innanzi tutto a fare una premessa che, credo, valga per ognuno di noi, ma soprattutto per la nostra Presidente, Nicole Fontaine. Penso che il problema dello status dei due membri del Parlamento in seno alla Conferenza intergovernativa sia assolutamente insostenibile. Non possiamo accettarlo e la nostra Presidente dovrebbe farlo sapere. Si tratta di uno status da ONG. Vogliamo essere e continuare a essere una ONG? Come le ONG saremmo semplici osservatori. E’ ora che il Parlamento respinga questo stato di cose.
Più in generale, penso che abbiamo una memoria un po´ selettiva, cari colleghi. Ad Amsterdam, la Conferenza si è conclusa sul punto che se avessimo superato i 20 membri avremmo dovuto fare almeno tre riforme. Non siamo più in quell´ipotesi, bensì in quella di 27 Stati membri, e nei prossimi anni anche più, per cui le riforme necessarie sono molto, molto più profonde. Accogliendone le conclusioni, ci rendiamo complici con il Consiglio di una politica che nei prossimi anni si rivelerà estremamente grave e che paralizzerà l´intera Unione europea.
Il nostro Parlamento non può fingere di non capire, di non avere la percezione di questa politica. Non è possibile, come hanno detto certi colleghi, pensare di poter dialogare con la Presidenza portoghese, laddove si sa già che esiste una maggioranza al Consiglio decisa a respingere l’estensione dei punti all´ordine del giorno. Dobbiamo utilizzare l´unica arma che abbiamo e se il commissario Barnier non è d´accordo a definirlo sciopero della vita chiamiamola resistenza. Comunque non possiamo rinviare al mese di giugno una battaglia che dobbiamo condurre in gennaio.
Il nostro problema è il parere che dobbiamo rendere prima dell´inizio della Conferenza intergovernativa, ovvero in gennaio. Ebbene, ci si può compiacere, si può fingere di coprirsi il volto, di credere che potremo convincere la Presidenza portoghese, la quale a sua volta potrà convincere gli altri Stati membri. Ci possiamo raccontare qualche storia, come ce ne siamo già raccontate molte, ma sarebbe ora che il Parlamento si svegliasse.
Per quanto attiene all’ampliamento, ritengo che senza rendercene conto facciamo uno sgarbo a un certo numero di paesi. Abbiamo detto sì alla candidatura della Turchia e va bene, anche se, come sempre, l´abbiamo fatto troppo tardi, ma abbandoniamo Stati come l’Albania, la Macedonia e la Croazia senza che vi sia nessuna ragione per farlo, sol perché abbiamo deciso che ciascun paese entrerà nell´Unione quando avrà realizzato le riforme necessarie. E’ urgente aprire la candidatura a questi paesi, così come è urgente rendersi conto che la Cecenia non si trova sulla luna, ma in una regione europea, in Transcaucasia. Urge che l´Europa abbia una politica degna di questo nome in questa regione, altrimenti la vedremo diventare, al pari dei Balcani nell´ultimo decennio, una regione di guerra, di distruzione, come avviene già oggi in Cecenia.

19 GENNAIO 2000 - PROGRAMMA DI ATTIVITÀ DELLA PRESIDENZA PORTOGHESE COMPRESA LA SITUAZIONE IN ANGOLA
Dupuis - Signor Presidente, signor Presidente in carica del Consiglio, vorrei innanzitutto congratularmi per un´iniziativa della Presidenza portoghese, ed è significativo che nessun collega ne abbia parlato. Si tratta del primo Vertice Europa-India.
Penso che sia un´iniziativa fondamentale. I colleghi, come già accaduto con l´Unione Sovietica, preferiscono continuare a discutere oggi con la Cina, dalla quale peraltro la maggior parte delle imprese occidentali si sta ritirando. Continuiamo a privilegiare la politica dei tappeti rossi, dei salamelecchi con Pechino, e non vediamo che possiamo creare, come è vostra intenzione, un accordo strategico con l´India.
A livello di CIG, penso che l´onorevole Poettering abbia dato prova di una notevole dose di umorismo, questa mattina, dicendo che se i tre leftover venissero risolti nel corso del prossimo Consiglio sarebbe un successo per l´Unione europea. Si deve essere proprio miopi per non rendersi conto che se non affrontiamo la questione fondamentale, quella della codecisione costituzionale, se non pensiamo ad un meccanismo che sia degno di una dialettica parlamentare, ci troveremo rapidamente, con 28, 30 o 32 Stati membri, in una situazione di totale paralisi.
Vorrei quindi invitarla, signor Presidente in carica del Consiglio, a non prendere troppo sul serio la lunga serie di punti che molti colleghi vorrebbero aggiungere all´elenco che peraltro lei già conosce, ma a limitarsi, se possibile, all´introduzione di questo solo punto che può garantire all´Unione europea di non restare paralizzata domani.
In riferimento ai colleghi che implorano un gesto da parte sua riguardo alla questione dei due lobbisti che abbiamo alla Conferenza intergovernativa, penso che anche in questo caso sia giunto il momento di rendersi conto che non possiamo rafforzare una dialettica istituzionale ricorrendo a lobbisti, ma che dobbiamo chiedere che l´Unione europea si fondi su autentici meccanismi parlamentari, con una dialettica fra Parlamento e Consiglio che sia degna di questo nome, e non su piccole vittorie che consentono di strappare un punto più o meno marginale all´ordine del giorno di una Conferenza intergovernativa.

15 GIUGNO 2000 - CONSIGLIO EUROPEO DEL 19 E 20 GIUGNO 2000
Dell´Alba – Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Presidenza portoghese certo non aveva un compito facile in questo semestre, nel quale doveva dare inizio a una Conferenza intergovernativa che si sarebbe terminata sotto un´altra Presidenza e, quindi, presentava tutti i rischi che vi fosse, come si dice in italiano, melina da parte dei governi per dare tempo, poi, alla Presidenza successiva di cogliere i frutti del lavoro svolto. Ci si aspettava certamente di più da questa prima fase dei lavori della Conferenza intergovernativa.
La Presidenza portoghese credo che abbia fatto il possibile e penso che vada ringraziata per il ruolo che ha avuto, per il Vertice di Lisbona del marzo scorso che, comunque, ha aperto delle piste importanti nel campo della nuova economia e della necessità di dare una scossa all´economia europea bloccata da un dirigismo, da uno statalismo che ancora la opprime e non a caso le fa conoscere tassi di disoccupazione doppi a quelli di altre economie, come gli Stati Uniti. Ma, certamente, dal punto di vista istituzionale l´impasse che stiamo riscontrando è molto grave.
Il Parlamento europeo richiederà oggi, con forza, che la Presidenza portoghese si faccia portavoce della necessità che – come ha detto ieri nuovamente, con grande proprietà, il Ministro Joschka Fischer – vi sia un´integrazione, una volontà politica, altrimenti la crisi dell´Unione europea sarà crisi generalizzata. Ne stiamo vedendo un po´ i prodromi nella paralisi che ci ha caratterizzato in questi mesi. Quindi: "sì" ad ampliare l´agenda di questo Consiglio di Feira, "sì" a una modifica dei compiti di questa conferenza, altrimenti non raggiungeremo l´obiettivo dell´allargamento, non raggiungeremo nessuno di quegli obiettivi che, a Nizza, la Presidenza francese vorrebbe invece conseguire.

3 LUGLIO 2000 - CONSIGLIO EUROPEO/PRESIDENZA PORTOGHESE
Dupuis - Signora Presidente, signor Presidente in carica, signor Commissario, onorevoli colleghi, vorrei iniziare con un punto evidenziato secondo me molto bene dal Commissario Patten, la questione India. Tengo a congratularmi sinceramente con la Presidenza portoghese per aver condotto a buon fine quest´iniziativa, secondo me molto importante, anche se purtroppo la stampa ancora una volta non le ha dato spazio. E´ importante in quanto, come ha detto il Commissario Patten, l´India è una democrazia, la più grande democrazia del mondo ed è un paese nel cuore dell´Asia, nel cuore di un´Asia che mi sembra rappresenti all´inizio di questo nuovo millennio il grande pericolo del prossimo secolo, molto più delle questioni oggi affrontate come pericolose, e penso all´Austria.
Occorre affrontare la questione della Cina. La Cina ci è vicina quanto lo erano i regimi totalitari prima della seconda guerra mondiale. Ciò nondimeno facciamo finta di niente e continuiamo a trattare con la Cina in maniera prioritaria. Dobbiamo investire tutto il nostro peso per sostenere l´India e far capire alla Cina che i cinesi sono assolutamente degni di democrazia.
Sulla questione della deriva intergovernativa, Presidente Guterres, penso che sia evidente e che non dipenda soltanto dalla personalità del Presidente della Commissione Prodi. Ritengo che il nostro Parlamento detenga a sua volta una responsabilità importante nell´indebolimento di quest´organo centrale della costruzione europea, ma penso che il Consiglio continui ad accentuare questa deriva e che sia urgente cambiare rotta rimettendo la Commissione al centro della costruzione comunitaria.
Ritengo che in materia di politica estera – lei ha anche parlato di politica della difesa - non facciamo nessun progresso verso una costruzione comunitaria. Tutto, assolutamente tutto, è intergovernativo. Non riusciamo a capire quale sia la nostra capacità d´intervento per quanto attiene l´Alto rappresentante della politica estera e di sicurezza comune. Non possiamo porre quesiti al Segretario Solana. Non sappiamo di quali argomenti si occupi. Non abbiamo nessuna capacità d´intervento in quanto Parlamento europeo. Non sappiamo che cosa voi come Consiglio gli abbiate chiesto di eseguire.
Ritengo che se la situazione non si è inasprita più di quanto già lo sia, oppure se permane una certa cortesia, se rimane una certa armonia di facciata, lo dobbiamo soltanto alle due personalità che occupano posti centrali in materia di politica estera, il Commissario Patten e il Segretario Solana. Penso che in qualsiasi altra configurazione l´equilibrio fra le Istituzioni sarebbe già stato spezzato. Ritengo che nell´ambito di questa Conferenza intergovernativa non si possa evitare di iniziare a concepire e darsi un ordine del giorno su una riforma dell´Unione, che preveda una comunitarizzazione progressiva della politica estera e di sicurezza comune. E´ impossibile continuare ad accentuare la deriva nell´altro senso.
Non possiamo concepire una politica estera che a medio termine non sia direttamente gestita dalla Commissione nella figura di un suo Vicepresidente, e credo altresì che sarebbe pericoloso trascurare, anche se numerosi colleghi in Plenaria sono apparsi affetti da una certa amnesia in merito, la questione della rappresentanza di ogni paese in seno alla Commissione. Penso che sarebbe prematuro, e ritengo che il Portogallo non possa rimanere insensibile alla questione, e ripeto prematuro, ridurre il numero dei Commissari al di sotto del numero degli Stati membri. Ritengo che l´unica condizione che potrebbe permetterci di fare questo salto e di denazionalizzare la Commissione passi attraverso l´elezione a suffragio universale del Presidente della Commissione.
Penso che i paesi di dimensioni non grandi, per non definirli con un altro aggettivo, dovrebbero mettere questa proposta sul piatto della bilancia. Spero che il Portogallo se ne preoccupi - ma so che altri Stati membri, quali il Belgio, il Lussemburgo e altri ancora, ne parlano - penso infatti che sia un problema urgente e che sarebbe molto più importante iniziare ad affrontare la questione del check and balance fra le nostre istituzioni, piuttosto che intraprendere derive che rischiano di stabilizzarsi e di bloccare qualsiasi ulteriore progresso parlando di Costituzione o di Carta dei diritti fondamentali, senza nemmeno avere una base giuridica.

3 OTTOBRE 2000 - PREPARAZIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO INFORMALE DEL 13/14 OTTOBRE 2000 DI BIARRITZ (CIG) / CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI
Dell´Alba - Signor Presidente, onorevoli colleghi, come il Presidente Prodi ricorderà, i radicali italiani hanno votato contro la sua investitura, lo scorso anno. Non so se avremmo fatto lo stesso se lei, Presidente, avesse pronunciato allora il discorso che ha tenuto oggi davanti al Parlamento europeo. Lei ha messo in luce - e di questo le rendo merito - tutte le disfunzioni che si sono accumulate nel processo di costruzione europea e quelle che rischiano di prodursi a Nizza se prevarrà il metodo e lo spirito che, purtroppo, hanno caratterizzato le ultime conferenze intergovernative. L´onorevole Enrique Barón ha avuto ragione di ricordarle che lei fu tra i firmatari del Trattato di Amsterdam, che ha istituito la figura di Mister PESC, e io aggiungo che fu proprio il suo governo tra i difensori più accaniti della nuova e anomala figura giuridica, al di là dei meriti personali, del signor Solana.
Per questo è tanto più apprezzabile la sua denuncia, oggi, del metodo intergovernativo, che il Parlamento non ha mai cessato di considerare tra le cause principali della debolezza dell´Europa, non solo a livello interno ma anche in ambito internazionale. Di questo passo, Presidente Moscovici, noi non riusciremo l´ampliamento e a Nizza voi potrete tutt´al più riaprire l´esercizio, magari convocando una nuova conferenza intergovernativa.
Come le hanno già detto altri oratori, Presidente Prodi, occorre che la Commissione riprenda con forza il suo ruolo di motore dell´integrazione europea e lei, oggi, ne ha tracciato le grandi linee. Continui con questo spirito, faccia sentire la sua voce con forza, sia a Biarritz che a Nizza; si ispiri alle posizioni del Parlamento europeo, ragionevoli e sagge su questo punto, e sono sicuro che questa Assemblea non le farà mancare il suo sostegno e il suo appoggio.

24 OTTOBRE 2000 - RIUNIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO INFORMALE DI BIARRITZ (13 E 14 OTTOBRE 2000)
Dupuis - Signora Presidente, signor Presidente in carica del Consiglio, signor Commissario, onorevoli colleghi, non condivido affatto l´ottimismo del Commissario Barnier secondo il quale a Nizza si potrà mantenere il sistema comunitario. Mi sembra invece che si vada nella direzione contraria. Avevamo un secondo pilastro, avevamo un terzo pilastro, ne stiamo costruendo un quarto sulla difesa e, di fatto, esiste un quinto pilastro sull´Unione economica e monetaria.
Dall’altro lato, i grandi equilibri fra le nostre Istituzioni vengono distrutti poco a poco. Abbiamo una Commissione indebolita e, invece di occuparci di questi problemi fondamentali, il nostro Parlamento disserta su temi un po´ surreali come quelli di una Carta che non ha alcun fondamento giuridico e che nessun organo si incaricherà mai di far applicare, mentre tutti i nostri quindici Stati membri dispongono già di Carte dei diritti fondamentali.
Mentre il nostro Parlamento disquisisce sulla costituzionalizzazione, il vero problema è dato, lo ripeto, dai grandi equilibri in seno alla Commissione. Non sono d´accordo con lei, onorevole Poettering. Il problema è di non fare della Commissione un secondo Consiglio, garantendo una presenza a ognuno degli Stati, il problema è di trasformare la Commissione in un vero e proprio organo sovranazionale, l´organo dell´Unione europea.
Questi cambiamenti non possono certo intervenire a scapito dei piccoli Stati, intenzione che si può indovinare osservando le manovre di taluni grandi Stati che speculano sulle tabelle di riponderazione dei voti e della composizione della Commissione, giocando sulla ricomposizione della Commissione per guadagnare un po´ più di margine di manovra sulla riponderazione. La vera posta in gioco consiste nel dare, attraverso l´elezione, una reale legittimità alla Commissione in un rapporto diretto con i cittadini. L´elezione a suffragio universale diretto del Presidente della Commissione e, perché no, del Vicepresidente incaricato per gli affari esteri, per toglierlo alla fine da questo secondo pilastro, sarà l´unico modo di ridare vigore alla Commissione. Si tratta dell´unico modo per ripristinare un reale equilibrio fra le varie Istituzioni della nostra Unione europea.
Ma di questo non parliamo: utilizziamo la questione della Carta dei diritti fondamentali nelle nostre polemiche nazionali, senza pensare che il futuro dell´Europa passa per una Commissione capace di rappresentare tutti i cittadini e non più gli Stati membri e che non si trasformi, come pare delinearsi quest´oggi, in un secondo Consiglio, ove sia possibile mercanteggiare su tutto senza che possa mai emergere una vera espressione della volontà comune europea.
Occorre dunque lanciare un invito a tutti per ritornare alle origini della nostra Unione, ad avere il coraggio che hanno avuto Giscard d´Estaing e Helmut Schmitt quando decisero l´elezione a suffragio universale del Parlamento europeo nel 1976 e nel 1979, e per deliberare che nel 2009 avremo finalmente un Presidente dell´Unione europea, Presidente della Commissione.

6 DICEMBRE 2000 - COMUNICATO STAMPA - VERTICE DI NIZZA: LA FEDERALISTA BONINO RESPINTA ALLA FRONTIERA… DAL MOVIMENTO FEDERALISTA
Roma, 6 dicembre 2000. Nel quadro delle manifestazioni pro e anti europee che si accavallano a Nizza in questi giorni, Emma Bonino ed altri parlamentari radicali, raccogliendo l´invito del "Comitato Nizza 2000", avevano da vari giorni accettato di partecipare alla manifestazione federalista "per una costituzione europea" in programma il 7 dicembre pomeriggio. La manifestazione, animata essenzialmente dal Movimento Federalista Europeo e dai parlamentari europei di orientamento federalista, intende far sentire la voce degli eletti, nazionali ed europei, e dei militanti per una Unione federale, chiedendo ai capi di Stato e di governo dei quindici un impegno concreto per una vera costituzione dei popoli europei.
Emma Bonino, inviando la sua adesione, aveva ovviamente chiesto di parlare nel corso della "Tribuna europea" prevista dagli organizzatori a conclusione della manifestazione, dove si alterneranno interventi di deputati europei e nazionali e dei portavoce delle organizzazioni coinvolte.
Dopo esser rimasti senza notizie per qualche giorno, ieri, nel corso di una telefonata, siamo stati informati dal responsabile del Movimento Federalista italiano Guido Montani che Emma Bonino ed i radicali erano personae non gratae alla tribuna della manifestazione, "per aver dimostrato scarso impegno federalista nell´ultimo anno e mezzo".
Di fronte ad un´accusa cosi´ palesemente ridicola, Emma Bonino e gli altri deputati radicali hanno deciso di ritirare la loro adesione a questa manifestazione apparentemente riservata ai federalisti "a denominazione d´origine controllata". Vale forse la pena di ricordare a chi rilascia patenti di federalismo che solo una settimana fa, in occasione del dibattito al PE sul Vertice di Nizza, tutti gli altri gruppi politici hanno rifiutato di prendere in considerazione il testo presentato dai radicali giudicandolo "eccessivamente federalista". Quel testo chiedeva, tra l´altro, l´elezione diretta del Presidente della Commissione europea e la comunitarizzazione integrale della politica estera e di sicurezza comune.

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
SUL CONSIGLIO EUROPEO DI NIZZA DEL 7, 8 E 9 DICEMBRE 2000
Emma Bonino, Marco Cappato, Gianfranco dell´Alba, Benedetto Della Vedova, Olivier Dupuis, Marco Pannella, Maurizio Turco a nome del gruppo Tecnico dei deputati indipendenti - Gruppo misto

 Ricordando ai Capi di Stato e di governo che il Protocollo sulle istituzioni nella prospettiva dell´allargamento dell´Unione prevede che il superamento dei tre left-over di Amsterdam si limiti a un´Unione fino a 20 Stati membri; oltre tale numero è indispensabile una nuova e più profonda riforma delle istituzioni dell´Unione europea;
 Ricordando ai Capi di Stato e di governo che l´adesione di nuovi Stati membri è condizionata al parere conforme del Parlamento europeo e che tale parere sarà determinato dall´effettiva realizzazione di riforme che consentano di garantire in futuro i principi dello stato di diritto, della democrazia nonché l´efficacia delle istituzioni dell´Unione allargata;
 Esprimendo la propria preoccupazione, in particolare, alla luce di posizioni espresse da alcuni stati membri che sembrano dimenticare l´importanza dell´interesse e delle finalità comuni;
 Rivolge un solenne appello ai Capi di Stato e di governo affinché raggiungano un accordo all´altezza della sfida rappresentata da un´Unione allargata democratica, nel rispetto dell´equilibrio istituzionale progettato dai padri fondatori e a rilanciare un progetto di Europa federale;
 Ritiene che, in questa congiuntura storica, la questione centrale della riforma istituzionale risiede nella restituzione alla Commissione di una sua piena capacità di governo per quelle materie che sono oggi di competenza dell´Unione e, in prospettiva, per quelle comprese nel secondo e nel terzo pilastro;
 Deplora l´ipotesi, sempre più probabile, di una Commissione composta da un commissario per Stato membro e ritiene che essa svuoterebbe totalemente il ruolo e la natura della Commissione, facendola diventare una sorta di segretariato tecnico e esecutivo del Consiglio;
 Ritiene che solamente un mandato diretto, attraverso l´elezione diretta del Presidente della Commissione potrà fermare il processo in corso di rinazionalizzazione della Commissione e restituire alla Commissione leggittimità piena, autonomia, efficacia vera e, soprattutto, un vero equilibrio tra le tre maggiori istituzioni dell´Unione;
 Ritiene che insieme alla fissazione di un numero massimo di commissari, scelti secondo criteri politici dal Presidente della Commissione, debba essere superato l´attuale principio di collegialità della Commissione e affidata al Presidente della Commissione eletto al suffragio universale la responsabilità politica della Commissione;
 Ritiene che la prima elezione a suffragio universale del Presidente della Commissione, insieme al vice-presidente incaricato della Politica Estera e di Sicurezza Comune, dovrebbe avvenire non oltre il 2009;
 Ritiene che prima dell´elezione diretta del Presidente e del vice-presidente della Commissione, andrebbe varata una Costituzione dell´Unione dove siano definiti i diritti e doveri fondamentali dei cittadini dell´Unione e dei residenti in essa, le competenze delle varie istituzioni dell´Unione nonché le materie di competenza dell´Unione e quelle degli Stati membri;
 Ritiene che, in base a uno scenario istituzionale fondato sull´attribuzione progressiva alla Commissione dell´insieme delle competenze esecutive, il sistema più idoneo di riponderazione dei voti al Consiglio, sia quello della doppia maggioranza, maggioranza degli stati e maggioranza della popolazione;
 Sottolinea la necessità di garantire una reale rappresentanza dei cittadini dell´Unione europea e ribadisce la necessità di una procedura elettorale uniforme per l´elezione dei suoi membri;
 Giudica essenziale l´estensione della procedura di codecisione a tutti i settori in cui si applicherà la regola del voto a maggioranza qualificata, compresi i settori dell´agricoltura, della concorrenza e il capitolo relativo all´Unione economica e monetaria;
 Ritiene di fondamentale importanza l´avvio del processo di comunautarizzazione della Politica Estera e di Sicurezza Comune;
 Non ritiene assolutamente necessarie modifiche all´articolo 191 del Trattato;
 Pur non condividendone parte del contenuto, invita la CIG a dare una base giuridica alla Carta dei diritti, e a garantirne la tutela giuridica attraverso opportuni meccanismi istituzionali; in mancanza di un accordo in questo senso, ritiene del tutto inutile un riferimento alla Carta nell´articolo 6 del trattato sull´Unione europea o il suo inserimento attraverso un protocollo;
 Prende atto dei progressi realizzati in seno alla CIG in materia di cooperazione rafforzata, ritiene che un terzo di stati membri sia sufficiente per aviare una cooperazione rafforzata ma non considera necessario stabilire procedure particolari per quanto riguarda le cooperazioni rafforzate in materia di Politica Estera e di Sicurezza Comune;
 Ritiene del tutto inadeguato l´attuale meccanismo di riforma dei trattati dell´Unione europea e indispensabile riformarlo profondamente, riconoscendo una funzione costituente al Parlamento europeo;

Relazioni esterne
 Sottolinea che non ci potrà essere vera pace e democrazia per i popoli dei Balcani finché non sarà resa giustizia alle centinaia di migliaia di vittime del regime del presidente Milosevic, ricorda che il cambiamento politico in corso a Belgrado non può esimere i responsabili del regime jugoslavo e in primo luogo Slobodan Milosevic dalle loro responsabilità penali di fronte al Tribunale Penale Internazionale per l´ex-Jugoslavia, e esorta quindi il Consiglio a moltiplicare gli sforzi e le iniziative all´indirizzo di Begrado perché Milosevic e gli altri incriminati siano al più presto tradotti all´Aia;
 Chiede al Consiglio di dare la massima priorità al rilascio immediato delle centinaia di prigionieri politici kosovari detenuti nelle prigioni Serbe, condannati a seguito di processi illegali rispetto alla risoluzione 1244 del consiglio di sicurezza dell´ONU poiché processati da un Tribunale di Pristina situato in territorio serbo, ricorda inoltre che secondo la stessa risoluzione 1244 solamente l´UNMNIK è competente per giudicare i cittadini kosovari incriminati;
 Considera inaccettabile il fatto che l´UE continui a enfatizzare la questione dell´integrità territoriale della Federazione russa mentre lo stesso Presidente Putin ritiene che la questione dello status della Cecenia non sia la più delicata, chiede pertanto al Consiglio di adoperarsi in tutti i modi e con la massima energia perché nel più breve tempo possibile siano avviati negoziati tra le due parti con lo scopo di arrivare ad una soluzione politica e equa della questione della Cecenia;
 Deplora la posizione, quanto meno squilibrata, assunta fino ad oggi dall´UE rispetto al processo di pace in Medio Oriente, ritiene che le critiche accese e ripetute a Israele abbiano indebolito la posizione europea e reso impossibile qualsiasi ruolo di mediazione cui l´Europa aspirava, e esorta pertanto il Consiglio e la Presidenza a prendere iniziative tali da permettere all´UE di giocare un vero ruolo di mediazione tra le parti;
 Esprime la propria costernazione di fronte al fatto che, nonostante l´UE abbia a più riprese reclamato un ruolo di leadership nella campagna per la creazione e l´attivazione della Corte Penale Internazionale ad oggi solo 5 Stati Membri hanno provveduto alla ratifica dello Statuto di Roma e manifesta la propria estrema preoccupazione per l´estrema lentezza del processo di ratifica dello Statuto della Corte Penale Internazionale da parte dei 10 Stati membri che ancora non hanno provveduto alla ratifica;
 Ritiene a questo riguardo che l´UE si debba fare promotrice di una importante iniziativa a livello internazionale affinché si giunga nel più breve tempo possibile alle 60 ratifiche necessarie per l´attivazione della CPI;
 Constata che in materia il Consiglio non sia pronto ad assumersi le proprie responsabilità e chiede al Consiglio eruopeo di Nizza che autorizzi senza indugi la revisione delle prospettive finanziarie necessarie ad assicurare il sostegno adeguato alla politiche europee in materia di relazioni esterne;
Area di libertà sicurezza e giustizia
 Chiede che l´Unione comunitarizzi le politiche legate allo spazio di libertà, giustizia e sicurezza, portando il settore della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale (attualmente coperte dal titolo VI TUE) in seno al Trattato CE e anticipando la scadenza dei 5 anni per passare alla completa comunitarizzazione delle misure legate a visti, immigrazione ed alle altre politiche legate alla libera circolazione delle persone (attualmente titolo IV Trattato CE);
 Chiede in particolare che si garantiscano in seno all´area di libertà, giustizia e sicurezza il pieno controllo democratico del PE attraverso la procedura di codecisione, la completa competenza della Corte di giustizia europea in questi settori, la riforma dei Trattati Europol per portare tale istituzione sotto il controllo democratico;
 Deplora il fatto che, nonostante in numerosi Stati membri nonché negli Stati candidati siano emersi casi gravissimi e diffusi di violenze di tipo pedofilo e preoccupanti lentezze nel perseguimento di tali crimini da parte della giustizia, il Consiglio non abbia ancora compiuto la dovuta valutazione sull´implementazione dell´azione comune del 24 febbraio 1997 volta al miglioramento della cooperazione giudiziaria nella lotta alla tratta degli esseri umani ed allo sfruttamento sessuale dei bambini, in violazione esplicita e dichiarata del Titolo IV, punto B della detta azione comune, che lo vincolava a condurla entro il 1999;
Protezione sociale
 Apprezza che le istituzioni europee, seppure tardivamente, comincino a rivolgere la propria attenzione alla modernizzazione della protezione sociale, e sottolinea, dinanzi all´invecchiamento della popolazione, la necessità di coordinare le politiche degli stati membri in direzione di una radicale riforma dei sistemi pensionistici pubblici e del loro passaggio dal sistema a ripartizione a quello a capitalizzazione, al fine di assicurare una duratura stabilità delle finanze pubbliche, una migliore efficienza nella allocazione delle risorse e una maggiore equità intergenerazionale;
 incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione ai Capi di Stato e di Governo dell´Unione Europea, alla Commissione e ai parlamenti degli Stati membri.

12 DICEMBRE 2000 - CONSIGLIO EUROPEO/PRESIDENZA FRANCESE (PROSEGUIMENTO)
Dupuis - Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Commissione, onorevoli colleghi, occorre rendere omaggio alla Presidenza francese, occorre rendere omaggio al Presidente Chirac che, costretto a un´opera improba, ha combattuto e ha vinto con la sua visione dell´Europa, perché lui sì che ha una visione. Congratulazioni anche al Presidente Aznar che durante questo Consiglio di Nizza ha fatto bingo. Congratulazioni ai britannici che non hanno più bisogno di battere il pugno sul tavolo, ma sono capaci di succhiare la ruota, come ci ha insegnato il grande campione ciclista olandese Zoetemelk: hanno incassato anche loro.
Sono invece il nostro Parlamento e la sua Commissione, Presidente Prodi, a non avere visioni. Sono il nostro Parlamento e la nostra Commissione che non si rendono conto che è già programmato l´assassinio della Commissione: l´assassinio della Commissione avrà luogo fra qualche anno. La definizione di questa Commissione, con un Commissario per Stato membro, sancisce il trasferimento di tutte le questioni importanti dalla Commissione al Consiglio, il che equivale alla morte della Commissione; il nostro Parlamento, come già detto, ha preferito rosicchiare gli ossi che gli sono stati gettati al Consiglio di Colonia, invece di affrontare questo problema fondamentale: senza Commissione sovranazionale, l´Europa che noi vogliamo non si farà, ci sarà l´Europa delle nazioni e non un´Europa federale.
Mancano cinque minuti a mezzanotte: se vogliamo ritornare a un concetto federale c´è soltanto una soluzione, Presidente Prodi, ossia l´elezione a suffragio universale del Presidente della Commissione, il che comporta una legittimazione forte della Commissione; senza una vera alleanza fra la Commissione e il Parlamento e gli Stati che, come il Belgio e come il Ministro Verhofstadt, hanno combattuto durante questo Consiglio, senza un´alleanza su obiettivi concreti come questo non ci sarà più l´Europa federale: ci sarà un´Europa delle nazioni che è quella che non abbiamo mai voluto.

17 GENNAIO 2001 - PROGRAMMA DI ATTIVITÀ DELLA PRESIDENZA SVEDESE
Dupuis - Signora Presidente, signor Presidente in carica del Consiglio, signor Presidente della Commissione, vi ringrazio di essere presenti e di aver parlato a lungo nei vostri interventi. Vorrei porre una piccola domanda, se mi consentite, data l´urgenza. Fra qualche giorno l´Unione dovrebbe pronunciarsi sull´Afganistan e dovrà adottare una posizione comune in merito. Nel corso delle ultime settimane, il Consiglio di sicurezza ha imposto l´embargo sui soli talebani. Vorrei sapere, signor Presidente, se questa sarà anche la posizione dell´Unione europea.
Per quanto riguarda il futuro dell´Unione europea, ci siamo lasciati andare a molti gesti virili, ad effetti di annuncio. Alcuni annunciano che voteremo contro il Trattato di Nizza, il che, credo, è del tutto legittimo. Non è stata fornita alcuna risposta in termini di democrazia, né in termini di Stato di diritto, mentre esiste una programmazione della distruzione della Commissione consumata a Nizza. E´ quindi del tutto legittimo che numerosi colleghi e, spero, la maggioranza, si pronuncino contro tale Trattato.
Detto questo, il Parlamento ci ha abituati a molte dimostrazioni di forza in Aula; resta da vedere che cosa accadrà quando salirà sul ring, quando dovrà votare. Non so se lei, signor Presidente in carica, debba nutrire molti timori, dato che il passato è lì per insegnarci molte cose. Non le chiedo, com´è ovvio, signor Presidente, di pronunciarsi contro il Trattato di Nizza, ma un po´ di compassione. In occasione del Trattato di Colonia, per evitare problemi il Consiglio, di cui le